Tutta la verità sulle droghe musicali in formato drg/mp3: i-Doser

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Negli ultimi giorni ha destato molto il clamore il caso i-Doser. Drogarsi ascoltando musica è realtà o semplice bufala? Proviamo ad analizzare il caso. C’è subito da dire che La Guardia di Finanza ha preso…

I-Doser sostiene che questo genere di suoni, mescolato a della techno ambient, è in grado di emulare nel nostro cervello gli effetti di droghe, orgasmi e persino estasi religiosa. Ma una serie di suoni di scariche statiche, click, bing e ting non possono fare molto altro che confonderei un po’ e, al limite, far venire un fastidioso mal di testa.

In realtà nella maggior parte dei casi sono tutte sensazioni mentali, come quando con gli amici si beve un bicchiere di vino e si pensa di essere ubriachi come non mai. Ma qualcosa di vero c’è. Più che droghe, ci sono in questi suoni delle particolari vibrazioni che ascoltate in particolari condizioni (il “massimo” è in una stanza buia, sdraiati sul letto, occhi chiusi con cuffie completamente insonorizzate e stando particolarmente rilassati con la mente libera) provocano un effetto di disorientamento simile a quando si assumono sostanze stupefacenti. Ma solo simile, nulla più che dipende anche dallo stato psico-fisico di una persona in quel momento.
Si tratta di file musicali contenenti particolari onde sonore (comprese tra i 3 e i 30 Hertz, ovvero le frequenze percepite dal cervello umano) in grado di innescare le più diverse reazioni e sollecitare in maniera intensa l’attività cerebrale a seconda della natura delle persone.

Nella maggior parte dei casi sono tutte “pare mentali”. La risposta definitiva alla domanda i-Doser verità o bufala è . Queste particolari onde sonore colpiscono le persone più sensibili e già inclini all’uso di droghe comuni mentre, se si ascoltano questi brani musicali con un certo scetticismo, allora i risultati saranno molto scarsi.

Vuoi provare queste cyber droghe? iDoser Italia ci permette di provarle gratuitamente scaricando il pack contenente il setup di i-Doser e 76 dosi incluse e un megapack contenenteun’archivio di 300 dosi che dovrebbero (a questo punto è bene usare il condizionale) dare effetti stupefacenti.

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Negli ultimi giorni ha destato molto il clamore il caso i-Doser. Drogarsi ascoltando musica è realtà o semplice bufala? Proviamo ad analizzare il caso. C’è subito da dire che La Guardia di Finanza ha preso sul serio questo fenomeno e avrebbe diramato un allarme per questo nuovo tipo di droghe informatiche, battezzate per l’occasione cyber droghe. Qualcosa di vero quindi ci sarà!

Cos’è i-Doser? i-Doser è un software proprietario basato su sBaGen che genera suoni in grado di influenzare l’attività cerebrale ascoltando particolari brani musicali e sequenze sonore in formato .drg (formato creato da questa software house ascoltabile con un proprio player multimediale) che avrebbero effetti simili a quelli delle droghe tradizionali. Il sito web ufficiale lo trovate qui.

Nei circuiti p2p di condivisione file (eMule e BitTorrent per esempio) si trovano già molti di questi file audio in formato mp3 (convertiti dall’originale formato .drg) di questo genere chiamati Binaural Brainwave (suoni binaurali) e i pareri sui loro effetti sono nettamente contrastanti tra loro. Ma è credibile che questi brani possano riprodurre stati di alterazione simili a quelli derivanti dall’assunzione di sostanze psicotrope?

I-Doser sostiene che questo genere di suoni, mescolato a della techno ambient, è in grado di emulare nel nostro cervello gli effetti di droghe, orgasmi e persino estasi religiosa. Ma una serie di suoni di scariche statiche, click, bing e ting non possono fare molto altro che confonderei un po’ e, al limite, far venire un fastidioso mal di testa.

In realtà nella maggior parte dei casi sono tutte sensazioni mentali, come quando con gli amici si beve un bicchiere di vino e si pensa di essere ubriachi come non mai. Ma qualcosa di vero c’è. Più che droghe, ci sono in questi suoni delle particolari vibrazioni che ascoltate in particolari condizioni (il “massimo” è in una stanza buia, sdraiati sul letto, occhi chiusi con cuffie completamente insonorizzate e stando particolarmente rilassati con la mente libera) provocano un effetto di disorientamento simile a quando si assumono sostanze stupefacenti. Ma solo simile, nulla più che dipende anche dallo stato psico-fisico di una persona in quel momento.
Si tratta di file musicali contenenti particolari onde sonore (comprese tra i 3 e i 30 Hertz, ovvero le frequenze percepite dal cervello umano) in grado di innescare le più diverse reazioni e sollecitare in maniera intensa l’attività cerebrale a seconda della natura delle persone.

Nella maggior parte dei casi sono tutte “pare mentali”. La risposta definitiva alla domanda i-Doser verità o bufala è . Queste particolari onde sonore colpiscono le persone più sensibili e già inclini all’uso di droghe comuni mentre, se si ascoltano questi brani musicali con un certo scetticismo, allora i risultati saranno molto scarsi.

Vuoi provare queste cyber droghe? iDoser Italia ci permette di provarle gratuitamente scaricando il pack contenente il setup di i-Doser e 76 dosi incluse e un megapack contenenteun’archivio di 300 dosi che dovrebbero (a questo punto è bene usare il condizionale) dare effetti stupefacenti.


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  1. One Response to “Tutta la verità sulle droghe musicali in formato drg/mp3: i-Doser”

  2. By sildones on Jun 29, 2010 | Reply

    Complimenti per l'ignoranza…
    "Si tratta di file musicali contenenti particolari onde sonore (comprese tra i 3 e i 30 Hertz, ovvero le frequenze percepite dal cervello umano)"
    intanto L'orecchio umano può udire i suoni nell'intervallo dai 20 Hz ai 20.000 Hz.
    invece è la DIFFERENZA dei suoni che arrivano da destra e sinistra che, andando da 3 a 30Hz a far si che il cervello reagisca con i suoni.
    si chiamano Toni binaurali e sono confermati dalla scienza(1973 Gerald Oster "Auditory Beats in the Brain").

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